MUSA

I nematodi e il punteruolo della banana, con la malattia di Panama (Fusarium oxysporum f. sp. cubense)  influiscono globalmente sulla sicurezza alimentare, causando perdite annuali per molti miliardi di euro nelle isole Canarie, nei Caraibi e in Africa. Queste minacce coinvolgono contemporaneamente le colture presenti in sistemi tropicali e subtropicali. In regioni come l’Africa Sub-sahariana (SSA) milioni di agricoltori si affidano alla coltura del banano, sia come risorsa alimentare primaria che per il proprio reddito. I pesticidi non rappresentano più un’opzione sostenibile per il controllo e molti principi attivi sono stati progressivamente ritirati dall’uso nell’UE o sono molto limitati, a causa degli effetti nocivi sull’ambiente e dei residui tossici. In SSA, dove le politiche fitosanitarie e le regolamentazioni sono spesso meno efficaci, tali pesticidi vengono ancora usati, rappresentando una minaccia per i contadini ed i consumatori. In assenza di strategie a lungo termine o di metodi di controllo adeguati, e sotto l’influenza dei cambiamenti climatici nelle regioni tropicali e subtropicali, le colture di banano stanno diventando sempre più esposte agli agenti patogeni e ai parassiti per via dei maggiori tassi di moltiplicazione e prevalenza indotti da temperature e precipitazioni più elevate. Il risultato principale di questo progetto sarà quello di ottenere un’intensificazione sostenibile per colture del genere Musa e per l’ensete, attraverso l’identificazione, lo sviluppo e l’implementazione di metodi di gestione integrata di pesti e malattie (IPM), basati su microrganismi benefici. MUSA propone, in una visione olistica, metodi IPM basati su consorzi microbici e su germoplasma di banano, studiandone le reazioni vegetali (fenotipiche e molecolari) a differenti stress biotici. Ciò si otterrà attraverso lo screening, la sperimentazione e la valutazione in campo di linee di banano selezionate, per identificare (tramite analisi del trascrittoma) i principali geni coinvolti nella risposta resistente/suscettibile e l’interazione con microrganismi benefici. Questi ultimi includono endofiti e agenti di biocontrollo integrati con il germoplasma vegetale per sviluppare strategie IPM ad alto impatto, basate sulle informazioni ottenute da prove in campo. Sono previste attività di comunicazione e disseminazione dei risultati attraverso l’uso di diversi strumenti, fra cui l’organizzazione di scuole agrarie, seminari e l’utilizzo di tecnologie di comunicazione ed informazione finalizzate agli utilizzatori finali.

Personale di ricerca

Attività di ricerca

  • Difesa produzione e biosicurezza