GEISCA

Una delle conseguenze negative della globalizzazione è la sempre più frequente introduzione in nuovi areali di insetti esotici, la cui stabilizzazione, nei nuovi ambienti, è anche favorita dai cambiamenti climatici. L’Italia, in particolare, è ad alto rischio di introduzione, per la sua posizione geografica e per il clima, che permette l’adattamento di specie esotiche, anche subtropicali. I meccanismi coinvolti nei processi di adattamento, di importanza cruciale negli studi sulle invasioni biologiche, sono noti solo in parte. E’ perciò necessario uno sforzo congiunto, da parte di gruppi operanti in Italia e all’estero, per contrastare tale fenomeno e per sviluppare adeguate strategie di controllo sostenibile delle specie aliene. In questo contesto si inquadra il presente Programma di Ricerca GEISCA (Globalization Exotic Insects Sustainable Control Agro-forestry ecosystems), che è espressamente mirato al controllo sostenibile delle specie esotiche introdotte, con particolare (ma non esclusivo) riguardo all’azione esercitata, nei loro confronti, dagli entomofagi indigeni. Il Programma vede coinvolte sette Unità di ricerca che operano in diverse regioni italiane. Tali Unità lavoreranno anche in collaborazione con organismi di ricerca internazionali, perché, anche se il progetto è in primo luogo d’interesse per l’Italia, il problema del controllo sostenibile delle specie aliene non può e non deve essere affrontato esclusivamente su scala nazionale. Le specie prese in considerazione hanno tutte un interesse notevole ai fini della protezione delle colture; alcune sono insediate sul territorio italiano (e non solo) già da alcuni anni e stanno producendo ingenti danni alle piante ospiti di riferimento e all’ambiente in genere; altre, di arrivo più recente, devono essere studiate, per cercare di contrastarne la diffusione in modo ecocompatibile.

Dryocosmus kuriphilus, d’origine cinese, è stato segnalato in Italia nel 2002 ed è considerato, a livello mondiale, uno dei fitofagi più dannosi su castagno. Tuta absoluta, originaria dell’America meridionale, è stata segnalata in Italia nel 2008 ed è molto dannosa al pomodoro. Per entrambe le specie, un obiettivo è quello di approfondire le conoscenze riguardanti le nuove associazioni con limitatori naturali indigeni in diversi areali del territorio nazionale. Per D. kuriphilus, una finalità è anche lo studio delle relazioni intercorrenti tra il parassitoide esotico introdotto Torymus sinensis e parassitoidi indigeni. Drosophila suzukii è una specie invasiva d’origine asiatica, segnalata in Trentino nel 2009 e poi in quasi tutte le regioni italiane. E’ dannosa ai frutti in maturazione sulle piante di moltissime colture e piante spontanee. Per questa specie saranno avviate ricerche riguardanti le associazioni con insetti entomofagi. Un altro obiettivo consiste nell’individuazione di attrattivi utili ai fini del campionamento e della lotta.

Saranno oggetto di studio anche due specie xilofaghe, Anoplophora glabripennis (presente in Italia dal 2009) e Psacothea hilaris (segnalata nel 2005). Lo scopo è ricercare il complesso di parassitoidi indigeni che si possono adattare alle due specie. Per P. hilaris si vogliono anche approfondire le conoscenze sulla sua biologia, fondamentale ai fini di una corretta impostazione di strategie di controllo. Analogamente, lo studio delle interazioni con parassitoidi indigeni è l’obiettivo delle ricerche aventi per oggetto i lepidotteri fillominatori Phyllocnistis vitegenella, Antispila oinophylla e Coptodisca sp. Altra specie che sarà considerata è Harmonia axyridis, coccinellide di origine asiatica e attivo predatore di afidi, non più commercializzato in Italia a causa della sua invasività. Per questa specie l’obiettivo è, da un lato, quello di approfondire le conoscenze circa le interazioni con parassitoidi indigeni e, dall’altro, studiare alcuni fattori in grado di condizionarne la diffusione in nuovi areali. Per quanto riguarda i Tripidi alieni (già presenti o a rischio di introduzione), l’obiettivo è, da un lato, effettuare rilievi sulla loro presenza in agrumeti calabresi, dall’altro valutare la presenza e il ruolo degli antagonisti indigeni negli stessi areali. Infine, sarà studiata la psilla dell’eucalipto Glycaspis brimblecombei. Si vuole definire la coorte di limitatori naturali di questa specie e il loro ruolo, con particolare riferimento all’encirtide esotico Psyllaephagus bliteus rinvenuto in Italia nel corso del 2011 senza che vi sia stata un’introduzione artificiale.

L’obiettivo generale del Programma è di giungere, alla fine del triennio, ad avere le conoscenze utili alla messa a punto di adeguate procedure di controllo sostenibile delle specie bersaglio, evitando che la nostra Penisola faccia da ponte, per la diffusione delle specie di insetti nocivi, verso altre nazioni europee e mediterranee.

Personale di ricerca

Attività di ricerca

  • Tecnologie ecosostenibili